.
Annunci online

Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


"Uno sceso dalla montagna con la piena"




"E' solo un blog: sboccato, sconclusionato, culturalmente e psicologicamente border line"










Questo blog esiste per colpa di:


 Beppe


Tonino


















Invadeteci!
Per favore!

















Questo blog è una cagata pazzesca, ma nonostante ciò non è una testata giornalistica. Bla bla bla bla bla


Lupi, orsi, Stato
3 ottobre 2007

L'ultimo esemplare di lupo nel piacentino venne ucciso a Ferriere di Val Nure nel 1921. C'è la foto. Il cacciatore è piccolo, tracagnotto, tanto orgoglioso che gli ride fin il buco del culo. La bocca no, però, perchè nelle foto si rimaneva seri; addirittura i baffi sono seri, e il cappello a larghe tese è serio, e il gilet abbottonato stretto poi è serissimo. Il cacciatore piccoletto, ritratto sotto il lupo appeso per i piedi, sembra ancor più piccolo. Questo perchè il lupo è grosso davvero, e possente e financo grasso: dalla foto, sembrerebbe un lupo nordico: anche perchè era (fu accertato successivamente) un mezzo lupo, un figlio di pastore tedesco, che girellava per paesi venendo da chissà dove. Di lupi, infati, già da metà ottocento ce n'erano solo di solitari e sporadici. Poi, a metà anni ottanta (del novecento), tornarono. Tornarono risalendo l'Appennino e scendendo dalle Alpi marittime francesi, s'incontrarono e prolificarono sull'alto genovese, infine divallarono nel piacentino. A fine anni ottanta ce n'erano molti, di lupi; se ne accorse la gente ben prima dei tecnici ingaggiati dalla provincia. Tornarono per l'accresciuta sensibilità ambientale? Ma suvvia! Tornarono perchè sulle montagne c'era sempre meno gente e non ancora i turisti. E non solo: sopra tutto, tornarono perchè sulle montagne era cominciato l'uso di portare al pascolo le bestie delle stalle di pianura, e di gestire, sempre sul pascolo, il delicato ciclo vacca-vitello. Principalmente fu quello a farli tornare, perchè principalmente animali domestici i lupi mangiavano. Il lupo necessita di territori di caccia liberi per decine e decine di chilometri: non prendiamoci in giro, è una condizione impossibile, oggi. E allora il lupo, che non per niente è lupo, mica fesso, ripiega sui pasti facili, sulle vitelle e sugli agnelli. Più le vitelle che gli agnelli. Oggi di lupi nel piacentino non ce n'è. Qualcuno di passaggio salito dal modenese, pare; stabili, non più. E sapete una cosa? Da metà anni novanta il piacentino s'è ripopolato di cinghiali, caprioli tantissimi e daini molti, più un paio di branchetti di cervi: ai tampi d'oro del lupo, c'erano solo sparuti cinghiali. Volesse tornare, secondo i tecnici faunistici, ne avrebbe a bizzeffe di cibo ungulato. Ma sapete quand'è che il lupo è scomparso? Quando la gran parte dei monti che erano adibiti al pascolo delle vacche sono stati abbandonati (troppo oneroso il trasporto, e ancor più i costi fissi). Rimase solo qualche pecora, alle basse quote: non per niente, l'ultimo lupo testimoniato con certezza sul piacentino, ha mangiato agnelli a Pianello Val Tidone un anno fa. Pianello Val Tidone è un comune della prima collina. L'ultimo lupo testimoniato, pur di papparsi teneri agnellini impossibilitati alla fuga, è sceso quasi al piano. Tre volte. E alla terza, il pecoraio gli ha sparato, uccidendolo. Povero contadino dalla mira buona (di notte gli sparò!) ma dal cervello assai poco fino, invece di buttare il cadavere in una forra, ammise il fatto. Scandalo! Crimine! Taglia da diecimila euro del WWF!
Mio padre, sul finire degli ottanta, ha tenuto le bestie al pascolo un paio d'anni, tra il Dego e la Maddalena. Lupi non ne vide; vitelli ne persero tanti, ma tante potevano essere le cause, non ultima i cani randagi. Molti fecero richiesta di risarcimento. Tecnici, prove, risultati: sono stati i cani, i morsi non sono compatibili con il lupo. E per tutti i vitelli non trovati? Chi dice che non sono stati i lupi? Non ci sono le prove, arrangiatevi. Vagliela a dire una roba del genere a uno che s'è trovati sbranati due vitelli in una settimana! E dei tanti, quell'uno diede seguito concreto all'incazzatura. Ossia, come consigliato, si arrangiò. Vicino a casa sua, una cascina isolata dove stava da solo, a metà tra la val Trebbia e la valle Scrivia, sparò al lupo, il quale - s'accorse poi - aveva una caviglia rotta, e lo depositò, per mettere ben in chiaro il significato simbolico, sulla statale della valle Trebbia, giusto all'ingresso di Ottone, il paese più grande della zona. Non seppero le autorità l'identià del criminale, o non lo vollero sapere; poterono così ignorare le palesi farite da arma da fuoco e diffondere notizia che il lupo fosse morto in una tagliola poi miracolosamente evaporata, stigmatizzando così questa brutta bitudine dei locali ed escludendo la possibilità che il lupo fosse stato ucciso non a caso, ma in quanto lupo. Il malumore degli allevatori? Nun vedu nun sacciu, disse lo Stato, dimostrando ben più omertà di coloro i quali coprirono lo sparatore. E così, nemmeo i risarcimenti si videro. Siccome che erano stati monitorati due esemplari dell'anno (uno, quello ammazzato), si disse che la popolazione lupina era potanzialmente in salute, ma che era stata allontanata dall'ignoranza degli uomini. Nel giro di qualche anno, anche gli allevatori ignoranti si allontanarono; ma i lupi, guarda un po', non tornarono.
Sapete che vi dico degli orsi avvelenati? Primo, che mi dispiace. Non da animalista (d'altronde, sono cacciatore), ma da ambientalista ben più convinto di molti bravi e oggi commossi metropolitani. Secondo, che solo dei metropolitani possono pensare che un orso si avvicini all'uomo per simpatia. Si avvicina per cibo. Se lo trova nei cassonetti, bene; senno', anche ai plantigradi piace la carne. La fauna selvatica, da decenni, non è più res nullius - è bene indisponibile dello Stato - cioè è bene comune, che interessa a tutti. Allora lo Stato, se pretende che l'agricoltore sacrifichi un paio d'agnelle al bene comune che la bidiversità rappresenta, deve risarcirgliele in tempi consoni alla specifica attività economica, e sempre, a meno che non sia certo, oltre il ragionevole dubbio, che non sia stata la simpatica biodiversità a sbranargliele.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. orso lupo parco nazionale d'abruzzo

permalink | inviato da nomedelblog il 3/10/2007 alle 14:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
settembre        novembre